Migliorare costantemente è meglio che continuare a cercare la perfezione
— Mark Twain

Il mondo cambia in continuazione. Nessun dubbio. Di conseguenza anche le organizzazioni, per continuare a crescere e svilupparsi, devono cambiare. Anzi, devono assumersi l'impegno a migliorare costantemente, e per far questo c’è bisogno di combinare efficacemente sia le decisioni orientate alla crescita nel breve che quelle destinate a produrre benefici nel lungo termine: la Theory of Constraints (o Teoria dei Vincoli) è una filosofia manageriale che guarda all’azienda come a un sistema dinamico complesso, che mette a disposizione strumenti e metodi per dar vita a un percorso definito POOGI (Process of Ongoing Improvement), o miglioramento continuo.

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Per affrontare il miglioramento da un punto di vista "sistemico", bisogna rispondere a quattro semplici domande:
- perché cambiare (why change)?
- cosa cambiare (what to change)?
- quale soluzione scegliere (what to change to)?
- come attivare il cambiamento (how to change)?

Il "gap", cioè il divario esistente fra ciò che abbiamo e ciò che vorremmo, tra i risultati ottenuti e quelli che ci aspettiamo, diventa la ragione del cambiamento - la risposta alla domanda "perché cambiare?" (why change).


Il secondo passo, "cosa cambiare?" (what to change), è cruciale per capire dove intervenire, in modo da non disperdere energie e massimizzare il risultato.
Una volta identificato il "cosa cambiare", sarà necessario stabilire quale soluzione adottare, fra le possibili esistenti, per ottenere il miglioramento.


L'ultima fase, ma solo in ordine temporale, è quella di definire cosa fare per dar vita a un cambiamento durevole; questo significa coinvolgere le parti interessate (tutte!) e, soprattutto, valutare l'impatto della soluzione scelta - anche in funzione della possibilità che il rimedio sia peggiore del male!

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Il diagramma logico del cambiamento, o "u-shape" - dalla forma che ha, è uno schema ideato da Oded Cohen, uno dei più autorevoli esperti della "Theory of Constraints", ed è utile sia per avere una visione completa, sia per guidare le attività durante il processo.