Ottimizzare il circolante per aumentare il cash flow

2 minuti di lettura

Mi sono arrivate diverse richieste su un mio post di qualche tempo fa, dal titolo “Migliorare il Cash Flow”; le richieste riguardano soprattutto il Capitale Circolante Netto(CCN), l’utilità di ridurlo ai minimi termini e il concetto di “ciclo del circolante”.

Provo a chiarire meglio i concetti: il Capitale Circolante Netto è dato dalla somma algebrica dei conti riferibili a:

  • crediti verso Clienti;
  • scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti;
  • debiti verso fornitori.

Questo significa che se il mio CCN è positivo mi troverò nella condizione di avere molti crediti (e/o molte scorte), e pochi debiti; significa anche che la mia liquidità si troverà, in qualche modo, immobilizzata in mano ai Clienti o nel magazzino. La conseguenza ovvia, in questo caso, è che mi dovrò rivolgere alla banca per finanziare l’attività.

E’ una situazione pericolosa, perché è probabile che l’azienda produca - economicamente - degli utili ma che finanziariamente non abbia la possibilità di far fronte a debiti e pagamenti, non ha raggiunto, cioè, l’equilibrio finanziario necessario (vedi anche il mio eBook “Guida al Controllo di Gestione per le PMI”.

La situazione ideale, dunque, sarebbe quella di avere un CCN negativo, cioè che produce cassa di per sé (vale a dire, incassi immediati, magazzino a zero e pagamenti lunghi). Per chiarire bene questo punto facciamo un esempio: supponiamo che ci sia la possibilità di produrre e vendere un prodotto che ci offre un margine di contribuzione di € 100 con pagamento a 90 giorni, oppure di concludere un affare sullo stesso prodotto con un margine di contribuzione di € 85 ma con pagamento a 30 giorni. Supponiamo anche che i costi variabili (TVC) riferibili a questo prodotto siano pari a € 40, che abbiamo in banca solo € 80 e che, essendo in presenza di un “vincolo di cassa” si possa produrre un altro prodotto solo nel momento in cui si è monetizzata la vendita precedente.

Vediamo lo sviluppo di questa ipotesi:

Come si può vedere dall’immagine, la soluzione che di partenza offre una minore marginalità si rivela, invece, estremamente conveniente (produce 12 volte il margine dell’altra soluzione!) grazie alla rapidità di rientro del capitale e alla possibilità di reimpiegarlo nel ciclo. Perciò attenzione: una cosa è il profitto, un’altra cosa la Cassa! Se si hanno margini di contribuzione importanti, il fabbisogno finanziario non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) risentirne più di tanto; ma se i margini sono tirati, la gestione del CCN è davvero fondamentale se si vuole evitare di dover cedere sotto il peso degli oneri finanziari.

© 2014 Brunello Menicucci

Ultimo aggiornamento:

Lascia un Commento