Nuovi criteri per la concessione di credito alle PMI attraverso il Fondo di Garanzia

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Ora possono accedere anche le PMI con bilanci in peggioramento

Nuovi criteri per il credito alle PMI attraverso il Fondo di GaranziaLa Corte dei Conti ha iniziato oggi l’esame del testo attuativo del Decreto (emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, emanato in concerto con il Ministero dell’Economia) che disciplina i nuovi criteri di accesso al Fondo centrale di Garanzia[1].

Si tratta del provvedimento attuativo di una norma contenuta nel Decreto del Fare, del giugno 2013, e contiene alcune novità interessanti per la concessione di credito alle PMI.

Innanzitutto è previsto un innalzamento del tetto massimo dal 70 all’80 percento; non solo: è stato ampliato anche il raggio di azione della norma, permettendo l’accesso anche alle PMI che, a causa della crisi perdurante, con bilanci in peggioramento. Inoltre è prevista anche “l’estensione dell’intervento del Fondo in favore dei professionisti” sia iscritti agli ordini professionali, sia quelli aderenti alle associazioni riconosciute con la L. 4/2013 e in possesso del relativo attestato.

Nel corposo allegato al provvedimento si precisano anche i nuovi criteri, diversificati a seconda del settore di appartenenza e del regime contabile scelto dall’impresa: l’ammissione al Fondo di Garanzia, pertanto, si basa su un rating assegnato all’impresa in funzione della valutazione data (e di conseguenza del punteggio ottenuto) ai singoli indicatori di performance; ci sono parametri finanziari come:

  • il rapporto fra mezzi propri e debiti di lungo periodo rispetto alle immobilizzazioni; l’indice di autonomia finanziaria (rapporto fra mezzi propri e totale delle fonti);
  • il rapporto fra il MOL e gli Oneri finanziari lordi, oppure ancora
  • il rapporto tra MOL e Fatturato o
  • tra Attivo Circolante e Fatturato.

Dunque appare evidente che per le aziende, anche le micro e le piccole, diventa indispensabile dotarsi di un sistema di controllo (un cruscotto direzionale) che permetta all’azienda di tenere facilmente sotto monitoraggio certi indicatori i quali, sempre più, sono oggetto di valutazione anche da parte dei cosiddetti “portatori di interesse” (stakeholders) come le Banche o istituzioni come il Fondo di Garanzia.

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  1. Fonte: Il Sole 24 Ore n. 36 del 06/02/2014  ↩

 

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