La SWOT Analysis

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L’analisi dei punti di forza e di debolezza (SWOT analysis)

[L]’analisi dei punti di forza e di debolezza è uno strumento di pianificazione strategica attraverso il quale si possono rappresentare le caratteristiche di un’organizzazione (ma anche di uno specifico progetto) e le relazioni conseguenti con l’ambiente nel quale questa si trova. Il nome SWOT deriva dall’acronimo delle parole inglesi Strenghts (cioè Forze), Weaknesses (cioè Debolezze), Opportunities (cioè Opportunità) e Threats (cioè Minacce).

L’obiettivo di questo “esercizio è di identificare sia le variabili esterne (cioè quelle che possiamo solo ”monitorare“ e sulle quali, quindi, non abbiamo alcuna influenza) sia le variabili interne (cioè che fanno parte del ”sistema” e su cui, invece, abbiamo il controllo e possiamo quindi intervenire). Analizzando il sistema possiamo stabilire se determinati attributi (o eventi) costituiscano rispettivamente punti di forza/debolezza o opportunità/minacce.

Per sviluppare correttamente l’analisi delle forze/debolezze, è opportuno suddividere il lavoro in 5 fasi specifiche:

  1. definizione delle forze e delle debolezze che caratterizzano l’Azienda;
  2. analisi dell’ambiente per individuare minacce e opportunità;
  3. definizione dell’importanza delle singole minacce/opportunità e delle forze/debolezze;
  4. verifica della combinazione dei fattori interni con quelli esterni per individuare elementi di criticità;
  5. individuazione delle possibili alternative d’intervento;

Da questa analisi otterremo due vantaggi molto importanti: la conoscenza e la consapevolezza relativa alle forze in gioco, derivante dall’esame combinato di variabili interne ed esterne, e la possibilità di fare valutazioni strategiche.

Di solito, forze e debolezze vengono misurate rispetto a due parametri fondamentali. Le forze rispetto a performance e importanza: la prima è intesa come la capacità dell’azienda rispetto alla variabile osservata mentre la seconda evidenzia quanto il possesso di capacità, rispetto alla variabile in esame, risulti critica per l’acquisizione di un vantaggio competitivo.

Stabiliti i punteggi di performance e importanza (fase n. 3 del processo di analisi) si moltiplicano tra di loro per individuare la priorità di ciascuno. In questo modo la variabile può ricadere in uno dei seguenti quadranti:

  1. Alta performance e alta importanza: in questo caso l’azienda ha una forza da valorizzare e mantenere;
  2. Alta performance e bassa importanza: l’azienda dispone di un punto di forza che però non è rilevante nell’Area strategica di riferimento;
  3. Bassa performance e alta importanza: in tal caso l’azienda ha un punto di debolezza in un ambito importante, che come tale deve essere “limitato” il più possibile
  4. Bassa performance e bassa importanza: l’azienda ha una debolezza che però ha scarsa rilevanza;

La misurazione delle forze e delle debolezze

Per quanto riguarda, invece, le minacce e le opportunità la chiave di lettura si affida alla gravità (la performance dell’evento) e alla probabilità che l’evento stesso si verifichi; in questo caso abbiamo 3 diverse possibilità:

  1. se l’evento è una minaccia e le probabilità che accada sono elevate, si è in presenza di una minaccia da fronteggiare;
  2. se l’evento è una opportunità e le probabilità che accada sono elevate, si è in presenza di una opportunità da sfruttare;
  3. se abbiamo una minaccia o una opportunità, con scarse probabilità che si verifichi, si tratta di un evento che possiamo monitorare ma che, in linea di principio, non dovrebbe avere ripercussioni sull’azienda;

La misurazione delle opportunità e delle minacce

I punti di forza e le debolezze, come le minacce e le opportunità, sono dinamici per definizione. Perciò questo tipo di analisi dovrebbe essere ripetuto con una certa frequenza.

© 2014 Brunello Menicucci

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