La lettera di Patronage

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La lettera di Patronage

[L]a lettera di Patronage, conosciuta anche come “lettera di gradimento”, è uno strumento che negli ultimi anni ha avuto una notevole diffusione. Si tratta di una dichiarazione rilasciata da un soggetto (il patronnant o patrocinante) a una banca dove il soggetto, di solito, è una società che ne controlla altre, allo scopo di ottenere, rinnovare o mantenere un finanziamento ad una sua partecipata o controllata” (Fonte: Wikipedia) senza dover rilasciare una vera e propria fidejussione.

Ma attenzione: la lettera di patronage non ha la funzione di garantire l’adempimento di un’obbligazione di un terzo, bensì di convincere il creditore di essere garantito. A questo scopo il patronnant può utilizzare argomenti e informazioni volte a dimostrare il proprio interesse affinché l’operazione abbia un buon esito.

Pur trattandosi di una “garanzia atipica” (infatti non esiste una disciplina giuridica di riferimento), la lettera di patronage è comunque un documento con cui, in linea di principio, il patrocinante si assume delle obbligazioni che, a seconda del “tenore” della lettera, si distinguono in deboli o forti: a titolo di esempio, possiamo avere dichiarazioni di conferma del controllo o di partecipazione, dichiarazioni di regolarità di gestione, dichiarazioni di mantenimento della solvibilità o di assunzione del rischio di perdite.

L’aspetto interessante della questione è che a volte, di fronte a una richiesta di garanzie, un’azienda può trovare utile ricorrere invece a una lettera di patronage, naturalmente a patto che ci siano i presupposti per poterlo fare. Facciamo un esempio: la società Alfa ha la maggioranza nel capitale di Beta, la quale a sua volta acquista da Gamma. Quest’ultima, per poter mantenere le forniture (ad esempio in assenza di assicurazione sul credito), potrebbe richiedere una garanzia; la società Beta potrebbe quindi chiedere alla propria controllante Alfa di concedere un patronage, facendo una dichiarazione di solvibilità senza assicurazione di pagamento.

In questo caso il patrocinante non si impegna a dare, bensì a un “facere”; il risultato sarà un’obbligazione di risultato che, di fatto, garantisce la solvibilità della società Beta (ad esempio attraverso un aumento di capitale).

Non è una materia semplice, perciò all’occorrenza vale sicuramente la pena di consigliarsi con un legale; la cosa più importante è essere consapevoli dell’esistenza di questo strumento che, in certi casi, può essere davvero utile.

Un’ultima nota: se il patronage è “forte deve essere iscritto nel bilancio della patrocinante, tra i conti d’ordine.

© 2014 Brunello Menicucci

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