Governare o dirigere – parte 2

2 minuti di lettura

Nella prima parte di questo post, ho scritto - in estrema sintesi - che mentre la Governance misura il valore in denaro, il sistema direzionale consiste nel creare valore per il mercato e, di conseguenza, rafforzare e rendere l’organizzazione più resiliente e durevole nel tempo. Questo significa forse che la Governance è sbagliata? Certo che no; di sicuro se il Consiglio di Amministrazione intende creare valore per la propria azienda/organizzazione, dovrebbe avere un approccio più da leader che da manager, ispirando e influenzando il CEO e il suo team nel perseguire una visione condivisa. In sostanza, gestire l’azienda (dirigere) per creare valore significa fare le cose giuste; governare per proteggere tale valore significa fare bene le cose. Per spiegare al meglio la differenza fra gestire e governare, Tunjic ha messo a punto la matrice DLMA™ (Directorship, Leadership, Management e Assurance) all’interno della quale posizionare schemi di pensiero e comportamenti. La Matrice DLMA di Peter Tunjic La matrice è composta da un’asse orizzontale lungo la quale ci spostiamo dall’estremo “Creazione di Valore” a quello di “Protezione del Valore” mentre sull’asse verticale andremo a misurare l’operatività, che è massima nel caso del management e minima nel caso del Board. La matrice può essere letta in vari modi: innanzitutto i quadranti in alto riguardano il Board (il Consiglio di Amministrazione) mentre quelli in basso rappresentano il Management; i due quadranti di destra condividono le caratteristiche della leadership e quindi sono riferibili al “fare le cose giuste” mentre i due di destra, per converso, si riferiscono alle qualità manageriali e quindi al “fare le cose bene”. Sulle diagonali abbiamo “governance” e “leadership” da un lato, “management” e “directorship” dall’altro; gli esperti sostengono che una buona governance e una grande leadership si ottengono con uno stile “informale”, mentre Consiglieri e Manager dispongono dell’autorità necessaria per decidere e per agire proprio grazie alla posizione formale. Ma come dicevano i latini, “in medio stat virtus”: governare e dirigere sono attività distinte e, tuttavia, complementari tra loro; perciò la sfida è cercare di “occupare” tutti i quadranti a seconda delle funzioni da svolgere. Come in una squadra di calcio, ognuno deve svolgere il proprio ruolo, supportando anche i compagni o, come sostiene Edward De Bono, cambiare cappello a seconda delle situazioni perché avere un sistema di direzione forte e una governance debole, anche se è una situazione migliore rispetto a una governance forte e una direzione debole, può comunque creare problemi notevoli e, in ultima analisi, distruggere valore anziché crearne. © 2014 Brunello Menicucci

Ultimo aggiornamento:

Lascia un Commento