La Strategia è agire, non parlare!

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Oggi ho riletto con piacere un articolo di Roger Martin, docente di management dall’Università di Toronto, sul fatto che la strategia non è ciò che si dice, ma ciò che si fa.

Lavorando con aziende medio-piccole, capita anche a me di trovare manager o titolari pronti a sostenere che la propria azienda non ha una strategia. Ma questo non è vero, né realistico: dato che tutte le organizzazioni hanno una scopo, di conseguenza hanno anche un intento strategico, che è insito in quello che, concretamente, fanno ogni giorno: il modo di competere, il mercato servito, le alleanze o le acquisizioni non sono altro che il risultato delle scelte fatte e portate a compimento.

Strategia è agire, non parlare!

Perciò chi lamenta che la strategia non porta i risultati sperati, o che “non esiste” un piano strategico, molto probabilmente non ha capito che, in realtà, la strategia è il risultato di quello che si fa, non ciò che è stato proclamato: infatti le definizioni, accuratamente scelte, di mission o le affermazioni altisonanti dei piani di business (”Vogliamo essere riconosciuti come i migliori….”) non bastano, da sole, a realizzare lo scopo ultimo dell’azienda.

Se tutto questo è vero, allora quello che serve davvero è che ciascuno, all’interno delle organizzazione, sia consapevole della direzione da seguire e in grado di svolgere attività coerenti e capaci di avvicinare allo scopo ultimo. Fare scelte in sintonia con la strategia è un compito che spetta indistintamente a tutti, in particolar modo alla Direzione aziendale o al management, che in questo senso riveste un ruolo ”chiave”: la proprietà e i vertici apicali nella comunicazione, chiara e incontrovertibile, dello scopo che si intende raggiungere; invece il management, i responsabili di funzione, dovrebbero interrogarsi costantemente su 4 punti fondamentali che il Prof. Martin riassume in:

  1. Qual'è l'intento strategico del mio capo, di chi è responsabile sopra di me?
  2. Ci sono scelte chiave che posso fare nella mia area di competenza?
  3. La mia attività è in linea con l'attività di chi è sopra di me?
  4. In che modo posso motivare e comunicare le mie scelte alle persone che rispondono a me?

Ecco: se ogni responsabile fosse capace di svolgere le prime 3 cose, questo significherebbe padroneggiare le proprie azioni e contribuire fattivamente all’implementazione della strategia; se poi riuscisse a rispondere anche al quarto punto, questo permetterebbe anche alle persone del livello successivo di contribuire al raggiungimento dello scopo finale e, nel caso, di scendere ulteriormente nel livello di responsibilità perché davvero ciascuno possa fare la sua parte e, tutti insieme, tradurre gli slogan in fatti concreti.

© 2014 Brunello Menicucci

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