C’è controllo e controllo

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Il Controllo di Gestione è un aspetto fondamentale della vita di un’impresa: senza controllo, infatti, non c’è gestione e qualsiasi azienda sarebbe destinata al fallimento e all’estinzione.

Bisogna, però, fare chiarezza su un punto: il Controllo di Gestione non è il programma di statistica fornito con il gestionale, né la stampa Excel dell’ufficio Amministrazione. Lo si può definire, invece, come un processo direzionale, rilevante ai fini dell’attività di governo dell’azienda: infatti è lo strumento con cui l’imprenditore o il management valutano quotidianamente le performance dell’azienda nelle varie aree gestionali, soprattutto con riferimento alle tre dimensioni del valore, quella economica, quella patrimoniale e quella finanziaria.

Perciò il CdG è strettamente correlato all’attività di pianificazione dell’azienda e dovrebbe permettere, in ogni momento, di valutare dove si è rispetto a dove si è deciso di voler arrivare.

Il processo del Controllo di Gestione

Di solito si pensa al processo del Controllo di Gestione come a un ciclo, costituito da diverse fasi:

  • Pianificazione
  • Controllo concomitante
  • Controllo susseguente

La fase di pianificazione coincide con la definizione degli obiettivi che si intende raggiungere e la conseguente stesura del budget per l’assegnazione delle risorse necessarie. In questa fase è necessario sostanziare e chiarire quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali sono gli indicatori che, in itinere, permetteranno di valutare il livello raggiunto.

La definizione degli indicatori è fondamentale, e spesso è il punto dolente delle micro e delle piccole imprese che si limitano a valutare i risultati secondo il fatturato ottenuto o la produzione realizzata: in pratica guardando soltanto al proprio interno. Sappiamo invece quanto sia importante, oggi, avere consapevolezza di come si modifica l’ambiente circostante, il proprio mercato di riferimento, la concorrenza.

Il primo passo, perciò, è quello di definire obiettivi concreti e misurabili, preferibilmente formulati utilizzando il metodo SMART cioè che siano Specifici, Misurabili, Accettabili (vale a dire considerati raggiungibili), Rilevanti (coerenti con la strategia), Tempificati (cioè da raggiungere entro un certo limite di tempo). Inoltre gli obiettivi dovrebbero essere definiti pensando al mercato e alla concorrenza; ad esempio, un obiettivo di fatturato potrebbe essere: per l’anno fiscale prossimo vogliano crescere del 5% più del mercato. Questo permette di svincolarsi da una visione troppo incentrata su sé stessi, stimolando i commerciali al confronto con il mercato e la concorrenza.

Il controllo “concomitante” è quello che viene svolto in corso d’anno: a questo proposito sarebbe opportuno avere pochi, chiari, indicatori per evitare di lasciarsi sommergere dai dati. Ancor meglio: bisognerebbe definire diversi insiemi di indicatori, in funzione della funzione che ne dovrà fruire; questo significa avere un set di indicatori per i manager operativi, che presumibilmente avranno un dettaglio elevato (fatturato e marginalità per Cliente, per Zona, per Agente e così via) e un set di indicatori sintetici per la Direzione, magari presentata in forma di Tableau de Bord, cioè un insieme di piccoli diagrammi e grafici, su un unico foglio di carta, capaci di fornire un quadro d’insieme dell’andamento aziendale.

Le tecniche di reporting moderne sono utili anche per il controllo susseguente, cioè per comunicare alla Direzione e ai responsabili funzionali dati e informazioni relative alla misurazione finale degli indicatori, in modo tale da fornire gli elementi per la valutazione dell’operato dei singoli manager, oltre che supportare la successiva fase di pianificazione.

In conclusione, il Controllo di Gestione è fondamentale ma c’è controllo e controllo: affidarsi alle funzioni statistiche del gestionale, per quanto ben fatte, o ai numerosi fogli Excel che circolano in azienda è molto limitativo e rischioso; bisogna allargare la visuale mettendo in relazione dati che arrivano da fonti diverse, confrontando i risultati ottenuti anche con il mercato e usando anche indicatori qualitativi.

Un quadro di sintesi

© 2014 Brunello Menicucci

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