Il consulente e l’imprenditore con la sindrome di Tafazzi

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#Il consulente e l’imprenditore con la sindrome di Tafazzi

Non smetto mai di stupirmi davanti all’atteggiamento di certi “imprenditori” che, come il celebre Tafazzi, sembrano trarre divertimento dal martellarsi gli attributi.

Pur consapevole del fatto che il consulente non vende i propri servizi, ma si fa scegliere, nel corso del tempo ho fatto una raccolta di frasi fatte per evitare il contatto (contagio?); ne voglio ricordare alcune:

  • “ci mandi un mail” “d’accordo, può darmi l’indirizzo?” “info@qualcosa.it” che in pratica è come dire: direttamente nel cestino della carta straccia;
  • “guardi, il dottore è in riunione con il collegio sindacale” e questo per tre settimane di seguito;
  • “se mi lascia il numero la faccio richiamare” ma quando mai???
  • “non è la nostra politica” questa è una delle mie preferite: non è la nostra politica cosa? conoscersi? fare uso di consulenti? cercare di migliorare i risultati delle persone? Mah!

Non bisogna nascondersi dietro a un dito, è vero: siamo tutti di corsa, siamo stra-impegnati e dobbiamo correre il triplo solo per mantenere la posizione. Ma come fate, dico io, cari imprenditori-Tafazzi a pensare di far evolvere la vostra impresa, di farla crescere, di fronteggiare la crisi se l’azienda è chiusa in sé stessa? Cosa può cambiare in quell’azienda, se voi per primi non siete aperti al cambiamento? Certamente è più facile continuare a lamentare problemi “esogeni”: il mercato, la concorrenza, lo Stato….

Ho una notizia per voi: non è sempre così! Volete la prova? Fatevi qualche domanda (e datevi la relativa risposta):

  • La centralinista (o il magazziniere) è consapevole degli obiettivi strategici che l’azienda vuole perseguire? State remando tutti nella stessa direzione?
  • Qual’è il posizionamento strategico che state seguendo dal punto di vista commerciale? E’ ancora valido? Quand’è l’ultima volta che lo avete “revisionato”?
  • Disponete di tutte le competenze necessarie per raggiungere gli obiettivi? Avete un programma di formazione continua?
  • Avete impostato un sistema di miglioramento continuo? Conoscete le performance dei vostri concorrenti?
  • Siete in grado di dire, in un tempo ragionevole e con uno scarto minimo, qual’è il margine lordo, il valore aggiunto, creato per singolo Cliente, o prodotto, o linea di prodotti?
  • Siete voi a gestire il Circolante? O lo lasciate gestire ai fornitori e ai Clienti?

Se avete riposto “no” anche a una sola di queste domande, cari imprenditori, date retta a un bischero: smettete di martellare gli attributi e cominciate ad aprirvi al dialogo.

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